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OPPO entra nel settore automobilistico, ma con i microchip

di Michele Ingelido

OPPO è entrata nel mercato automobilistico prima di quando chiunque potesse pensare, ma non lo ha fatto con un’auto, o almeno non ancora. Mentre Xiaomi ha aperto la sua divisione auto elettriche, la Green Factory ha ottenuto la quota più alta del capitale di NavInfo, appena aumentato grazie ad un finanziamento.

Nel caso non l’aveste mai sentita nominare (e molto probabilmente è così), NavInfo è una società cinese di mappatura e mobilità intelligente finanziata da Wuhan AutoChips, consociata sotto il controllo di Hefei AutoChips. Il capitale di NavInfo è arrivato a 100 milioni di renminbi cinesi, equivalenti a circa 1,31 miliardi di euro al cambio attuale. Ed è proprio OPPO l’azienda che ha ottenuto la quota più consistente.

OPPO ha intenzione di sfruttare questi fondi per entrare nel settore automobilistico non tramite la produzione e la vendita di auto, ma attraverso il dominio del settore della componentistica per le automobili come i semiconduttori MCU automotive. Attualmente Wuhan AutoChips è al lavoro sui microcontroller della serie MCUAC7840x, che sono idonei a soddisfare gli standard di sicurezza funzionali ISO26262 e che sono previsti per il prossimo futuro.

Le soluzioni della società sono innovative e sono relative alla guida autonoma, alla connettività in-car e al controllo dei veicoli. L’azienda collabora con oltre 100 clienti tra cui diversi principali case automobilistiche cinesi: tra questi clienti figurano Changan Auto, Nio, Byd, Great Wall Motor, Saic e Li Auto. Di recente OPPO ha mostrato allo Smart China Expo 2021 le sue ultime soluzioni di connettività in-car aprendo la loro adozione alle case automobilistiche in Cina.

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